
Molto spesso mi capita di parlare con potenziali clienti e a volte anche con colleghi (è si) che non sanno cosa sia la frequenza di rimbalzo e nonostante entrino nel loro account di Google Analytics quasi quotidianamente non si interessano minimamente dell’andamento di quel numeretto che è esposto in bella vista insieme al numero di visitatori, pagine viste, tempo medio sul sito, etc.
La frequenza di rimbalzo, sta ad indicare la percentuale dei visitatori che è rimbalzata via del sito visitando solo ed esclusivamente una pagina. Dunque una frequenza di rimbalzo molto bassa sta ad indicare che buona parte dei visitatori del sito visitano più di una pagina. Al contrario una frequenza molto alta può essere dovuta a vari motivi, ne elenco alcuni:
Supponiamo di avere un sito con qualche centinaio di pagine che faccia 100 visitatori unici con una frequenza di rimbalzo del 50%, ciò significa che di quei 100 visitatori solo 50 hanno visitato almeno un altra pagina del sito ed è proprio in quei 50 che ci sono i potenziali clienti che convertiranno in un contatto o una vendita.
La prima cosa da fare è identificare le pagine di uscita principali, per vedere quali sono basterà entrare nell’ account di Google Analytics e nel menù “CONTENUTO” trovare la voce dedicata, e scegliendo dal menù a tendina “% uscita” avrai la lista delle pagine in uscita ordinate in percentuale dalla più alta alla più basse ed è proprio sui contenuti di quelle pagine con percentuali più alte che bisogna lavorare.
Altro fattore da curare è l’accessibilità del sito sotto il punto di vista strutturale. Ogni pagina del sito deve contenere dei link interni in modo da poter far navigare il visitatore. Una pagina con zero link interni è un vicolo cieco che non offrendo alcuna possibilità al visitatore quasi sicuramente uscirà. Una forte struttura di link interni oltre a favorire la navigazione dei visitatori permetterà di rendere sempre accessibili risorse che altrimenti sarebbero finite nel dimenticatoio.
12 Commenti
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[...] bounce rate è molto alto [...]
ottima spiegazione, specie quella relativa alle informazioni cercate, se l’utente non trova al primo colpo la frase o parola di suo interesse lascerà il sito immediatamente. bisognerebbe capire quale puo essere la frequenza di rimbalzo fisiologica…
@ max:
Grazie Max, inutile dire che la frequenza di rimbalso fisiologica c’è e ci sarà sempre, capire in quale % si può esprimere quest’ultima credo dipenda dal sito in questione o meglio dal volume di traffico e soprattutto dalla qualità di quest’ultimo. Esempio pratico, avere un articolo che parla di come diminuire la frequenza di rimbalzo posizionato nelle prime posizioni per la chiave “frequenza cardiaca” porterà sicuramente traffico ma assolutamente fuori target, questo può essere un fattore che aumentarà solo la frequenza di rimbalzo, senza contare lo spreco di banda e di query sul database.
Oppure una campagna di adwords impostata male, che fa arrivare utenti per keywords che in realtà il sito non tratta.
Ciao bel post!
@ Andrea Giavara:
Specifica corretta in parte, quello che ho imparato nella gestione di campagne adwords è che non bisogna mai e dico MAI mandare i visitatori su un sito, ma esclusivamente su una LANDING PAGE dedica con una o più “CALL TO ACTION”.
Quello che hai detto potrebbe rientrare nel “Non vi è alcun tipo di pertinenza tra il contenuto della pagina e la ricerca effettuata dal visitatore.”
Ciao. Grazie per le info che mi sono state utilissime. IO ho un blog e quindi la mia freq di rimbalzo va dallo 0% al 100%.. tenendo conto che scorrendo la pagina verso il basso si possono visualizzare tutti gli articoli che ho pubblicato (ho creato i blog da poco) ma che agli stessi si arriva anche tramite il menu.
Quindi probabilmente per il mio caso questo dato non è così importante, o sbaglio?
Ciao Marta e benvenuta su Marketing Seo Agency.
Per migliorare la frequenza di rimbalzo ti basta fare un’accurata analisi delle pagine d’uscita principali, ovvero quali sono le pagine da cui i visitatori escono maggiormente.
Lavorando su di esse, e quindi fornendo contenuto pertinente sulla base delle ricerche che portano a determinate pagine sicuramente tale valore diminuirà e tale miglioria sarà sicuramente vista di buon occhio dai motori di ricerca.
Oltre a lavorare sui contenuti bisogna lavorare anche sul caricamento della pagina, infatti ti ricordo che non tutti hanno una connessione ADSL e se la pagina non si carica in un tempo valido probabilmente il visitatore uscirà da essa facendo così aumentare la frequenza di rimbalzo, al contrario se le pagine si caricano in tempi rapidi.
Infine per rispondere alla tua domanda la frequenza di rimbalzo è un parametro fondamentale per qualsiasi tipo di sito in quanto influisce su tanti altri valori, come le pagine viste e il tempo medio sul sito.
Spero di esserti stato d’aiuto.
Buona giornata e buon lavoro.
Grazie mille per la spiegazione… ed io che pensavo fosse positivo avere una percentuale di rimbalzo elevata…
sono alle prime armi!
Ottima spiegazione, chiara ed efficace.
Mi/Vi pongo una domanda:
“Se un sito offre informazioni mirate, come un’elenco telefonico, avere una frequenza alta è negativo?
O come dici tu l’utente trova quello che vuole e poi va via, certo che resti a navigare sulle tue pagine, fà sempre piacere, ma non pensi che il sito abbia cmq raggiunto il suo obiettivo, ossia dare l’informazione cercata, e magari aver fidelizzato l’utente che tornerà poichè sà che li trova subito quello che cerca. Che ne dite?
Ciao Giorgio e benvenuto su Marketing SEO Agency.
La risposta alla tua domanda è molto ampia, andiamo per punti. Se un sito offre informazioni tipo elenco telefonico è ovvio che una volta trovata la risorsa l’utente uscirà dalla pagina aumentando quindi la frequenza di rimbalzo. Per rimediare a tale situazione è possibile creare dei percorsi di più pagine che portino alla risorsa.
Quando dici che “Il sito abbia comunque raggiunto il suo obiettivo”, qui non posso risponderti in quanto dovrebbe essere il gestore del sito ancor prima di creare il sito ad imporsi degli obiettivi, se il suo obiettivo è dunque quello di offrire un servizio gratuito la risposta è si. Penso che però niente è per niente quindi di fondo bisognerebbe trovare un modo per monetizzare, ad esempio supponiamo di avere un elenco telefonico con i migliori ristoranti di Roma, l’utente che trova tale servizio potrà utilizzarlo gratuitamente mentre i vari ristoranti che sono i veri beneficiari del servizio potrebbero pagare una piccola quota per appararire in posizioni “premium” che sicuramente creeranno più contatti e quindi prenotazioni.
Spero di esserti stato d’aiuto per qualsiasi altra domanda ti aspetto qui nei commenti.
Ciao
DanielSan, diciamo che non mi ha completamente convinto.
Io ho un blog, che ha si della pubblicità, ma che vive benissimo anche senza quei pochi euro, e ho una frequenza di rimbalzo altissima perché cerco di rispondere ai visitatori occasionali che arrivano dai motori di ricerca in modo preciso e puntuale. Questo è supportato dal fatto che il sito ha una percentuale di nuovi visitatori altrettanto alta.
Credo che dipenda molto da caso a caso e che sia fondamentale se uno vuole tirarci fuori uno o più stipendi, oppure si accontenti di divertirsi scrivendo quello che pensa.
Ciao Toto e benvenuto su Marketing Seo Agency.
Partiamo da una considerazione di fondo, il mio obiettivo non è convincere nessuno ma semplicemente fare informazione; poi non capisco, riguardo a cosa dovrei convincerti?
Non capisco inoltre cosa c’entra la frequenza di rimbalzo elevata con le risposte ai commenti, al massimo è dovuto al fatto che come dici tu stesso hai una percentuale di visitatori nuovi molto alta ergo non fidelizzi i tuoi utenti.
Sicuramente dipende tutto da caso in caso (riguardo la frequenza di rimbalzo). Il discorso monetizzazione è legato ad altri fattori, in primis il focus degli obiettivi.